Teatro per ragazzi / Teatro di strada

Un racconto semplice e diretto sull’eterna lotta tra bene e male, morte e vita, luce e ombra, amore e odio,il tutto raccontato con leggerezza e ironia. Una favola muta sulla possibilità di far incontrare questi eterni contrari. Una fiaba noir accompagnata dalle diavolerie acustiche, eseguite dal vivo in totale assenza di un testo; intorno a un quadrato bianco, sintesi di una casa invisibile, si danno battaglia un uomo, il suo fedele palloncino e un dispettoso uomo nero.

PREMIO EOLO AWARDS 2010 –migliore spettacolo teatro ragazzi e giovani dell’anno

PREMIO AMICI DI EMANUELE LUZZATI – XXIX Festival nazionale teatro ragazzi (Padova 2010) Finalista Premio Scenario infanzia 2008

con Giuseppe Semeraro, Dario Cadei, Leone Marco Bartolo regia Giuseppe Semeraro musiche originali eseguite dal vivo Leone Marco Bartolo luci Otto Marco Mercante
scheda artistica

“Storia di un uomo e della sua ombra” è un cartone animato in bianco e nero, un film muto con due attori in carne e ossa. La scena si apre su un vuoto, nessun oggetto sul palcoscenico, solo la luce che lentamente cresce. Irrompe un personaggio che rappresenta una persona qualunque e che lentamente si costruisce il proprio destino e il proprio futuro intorno a una casa invisibile, disegnata sulla scena con semplici linee bianche. Una figura inattesa viene a turbare i propri piani e inizia a mutare la normale vita dello spensierato uomo.

La parabola e la dinamica tra i due personaggi ci descrive in maniera semplice e diretta i conflitti tra gli esseri umani; tra il bianco e il nero, tra il buono e il cattivo, tra un uomo e la sua ombra. Con pochissimi artifici scenici e l’originale uso della musica dal vivo si racconta una storia vecchia come il mondo che si dipana tra conflitti, equivoci e gag divertenti e poetiche allo stesso tempo.

Il linguaggio usato è quello del teatro fisico, delle clownerie e dei film muti. Uno spettacolo che fa ridere, riflettere e commuovere Lo spettacolo ha superato le 300 repliche sul territorio nazionale e internazionale.

scheda didattica
Gli spunti didattici che questo spettacolo può suggerire sono molteplici, alcuni direttamente legati alla storia raccontata e altri alla messa in scena, entrambi parti integranti dell’opera. Lo spettacolo basa la sua forza su di un linguaggio non verbale e su di una scenografia semplice ed essenziale. Il fulcro di tutto il lavoro è l’eterna dualità tra gli opposti che si attirano e che costituiscono un tutto unico e un insieme totale. Le dinamiche tra i due personaggi rimandano alle paure umane e soprattutto alla possibilità di guardare a quelle paure con uno sguardo leggero e ironico, solo così quelle stesse paure possono trasformarsi in coraggio e voglia di crescere. La scena si apre su un vuoto, nessun oggetto sul palcoscenico, solo la luce che lentamente cresce. Irrompe un personaggio che rappresenta un persona qualunque e che lentamente si costruisce il proprio destino e il proprio futuro, ma una figura inattesa viene a turbare i propri piani e inizia a mutare la normale vita dello spensierato uomo. Il linguaggio utilizzato è del tutto inedito seppur antico, quello del corpo e dei gesti, evidenziato da una colonna sonora costantemente suonata dal vivo da un musicista che con una chitarra, suoni artigianali e un po’ di grammelot scolpisce non solo il ritmo ma anche lo spazio scenico. A tratti lo spettacolo tocca le corde della comicità totale (ispirata ai padri della risata novecentesca come Buster Keton e Carlie Chaplin, ma anche ai cartoni animati quali Willy il Coyote e Beep Beep), a volte si lascia andare a momenti introspettivi e poetici.

Lo spettacolo trova nei bambini (ma non solo) un pubblico ideale per il linguaggio semplice e allo stesso tempo immediato che colpisce direttamente l’emotività dello spettatore, ma anche per le riflessioni a cui lo spettacolo rimanda, l’eterno inseguirsi degli opposti (la vita e la morte, il giorno e la notte, lo Yin e lo Yang) il non ritrovarsi o il ritrovarsi per soli pochi istanti insieme per poi tornare ad inseguirsi. Un messaggio che lo spettacolo vuole trasmettere è la possibilità di esorcizzare le paure, come quella dell’ignoto, tramite il senso del ridicolo e l’umorismo. Di fronte alle paure ancestrali spesso ci si libera dal senso di ansia che questi turbamenti provocherebbero con una semplice e grassa risata. …spesso nella comicità più esilarante si esplica il senso più profondo della vita…
spettacolo muto / durata: 55mn età: dai 5 anni e per un pubblico di famiglie
        Creazione di grande e raffinata fattura che senza una parola costruisce un conflitto antico come il mondo. Agito come un cartone animato in bianco e nero studiato nei minimi particolari che si nutre di rimandi molto diversi tra loro da Chaplin e Keaton a Willy il Coyote al grande repertorio dei clown, giocato senza sbavature in scena da Dario Cadei e Giuseppe Semeraro e accompagnato musicalmente con grande scelta di tempi. “Storia di un uomo e della sua ombra” ci dona un’ora di assoluto ed intelligente divertimento tutto risolto senza parola alcuna su un ritmo sfrenato calibratissimo che racconta ai bambini una storia antica come il mondo. (Vigevano, Italia 2010)
        MOTIVAZIONE DELLA GIURIA

        PREMIO EOLO AWARD 2010

        uno spettacolo senza parole ma pieno di poesia… Donata Meneghelli

        Libertà 2009

        …un plauso all’originalità ed alla precisione per ognuna delle insolite trovate… Govoni & Ameruoso

        Aprileonline.info 2010

        La grande valenza culturale e formativa del Teatro si manifesta una volta di più anche trattando argomenti quasi tabù, scomodi o che incutono timore sin dalla tenera età. Ed è proprio l’argomento della Morte, trattato in questo spettacolo, che viene reso e trasmesso nella sua linearità. Ciò che si conosce non fa più paura, l’ignoto è spesso ciò che spaventa… e in fondo in tutte le cose c’è sempre un aspetto dolce, commovente e comico. Per una volta la parola non serve più: sono i gesti e le intenzioni a esprimere esattamente il significato delle emozioni. Gesti che si manifestano con apparente semplicità di azione e di allestimento scenico, ma che in effetti dimostrano una lunga, precisa ed attenta costruzione, supportata da un turbinio di originalissime trovate e geniali soluzioni sceniche. La bravura degli interpreti rende il testo drammaturgico chiarissimo e comprensibilissimo, anche senza proferire parola: quasi come nei fumetti. E, proprio come nei fumetti, la bellissima “colonna sonora” dei rumori di scena (corpo integrante e fondamentale per la resa scenica, realizzata da uno straordinario artista) rende la serie delle immagini di questo spettacolo tutte godibilissime e suggestive.

        (Padova, Italia 2010)

        MOTIVAZIONE DELLA GIURIA

        Premio PADOVA 2010

        temi come la morte e il distacco trattati in forma lieve e intelligente Valeria Ottolenghi

        Gazzetta di Parma 2009