Teatro per ragazzi / Teatro d’oggetti e d’attore

Lo spettacolo che si presenta in uno spazio scenico assolutamente inusuale,affronta il valore dello scambio, dell’incontro e dell’importanza del concetto di unione. Hana e Momò che in giapponese significa fiore e pesca, oscilla tra l’arte teatrale “di figura” utilizzando oggetti, alcuni dei quali costruiti in scena durante lo spettacolo e l’arte “d’attore” essendo supportato dalla recitazione delle attrici. Il filo narrativo dello spettacolo, si snoda sulla continua combinazione di azioni-trasformazioni tra le due protagoniste e il pubblico anche attraverso il gioco della competizione. Solo alla fine le due scopriranno quanto sia più importante attingere dallo stimolo reciproco e dalla gioia del “ fare insieme” piuttosto che superarsi.

da una idea di Cristina Mileti
con Cristina Mileti, Francesca
 Randazzo

Sinossi

La storia di Hanà e Momò è quella di due bambine che sedute l’una di fronte all’altra all’esterno di un grande cerchio fatto di sabbia, si ritrovano a giocare escogitando fantasiose invenzioni. Momò però non ha alcuna intenzione di condividere i suoi giochi con l’invadente amica, preferisce invece dedicarsi ai suoi disegni sulla sabbia. Anche Hanà vorrebbe farlo, ma ostacolata dalla arroganza di Momò, che la costringe in una piccola porzione di spazio, risponde stuzzicandola con le sue creazioni strampalate. Così i pesci giganti disegnati da Momò saranno costretti ad abdicare a favore di un serpente volante creato da Hanà…

Una progressiva e coinvolgente sfida tra bambini che mette in evidenza le differenze caratteriali delle due in un susseguirsi di quadri dove prevaricazione e dispetti daranno spazio all’evolversi di giochi, resi possibili solo grazie alla loro reciproca e incalzante immaginazione. Attraverso l’invenzione di micro storie si snoda un racconto ritmato da continue azioni e reazioni dove, farfalle di carta, rebus da risolvere, tesori da scoprire coinvolgeranno le due protagoniste contagiando anche il pubblico. Il loro incontrarsi e scontrarsi sarà, infatti, dettato dalla capacità che le due avranno di sorprendersi e superarsi.

La fine della storia sancirà però non un vincitore ma un’amicizia; finalmente Hanà e Momò scopriranno quanto sia più importante attingere dallo stimolo reciproco, dalla gioia del fare insieme, piuttosto che superarsi.

Solo in questo consiste per me la vita, nel fluttuare tra due poli, nell’oscillazione tra i due pilastri portanti del mondo. Vorrei con gioia far vedere sempre la beata varietà del mondo e anche sempre ricordare che al fondo di questa varietà vi è un’unità.” (Herman Hesse)

Note di regia

Lo spettacolo è liberamente ispirato al libro “Favola d’amore ” di Hermann Hesse, un breve racconto dove l’autore ci illustra l’importanza del concetto di unione, del fare insieme, dell’accogliere l’altro. Anche il titolo prende spunto da questa idea: Hanà e Momò dal giapponese si traduce “Fiore e Pesca” ed esprime l’idea di trasformazione, di scambio, dell’importanza della condivisione. Come il fiore che diviene frutto e questo a sua volta contiene i semi indispensabili alla nascita di nuovi germogli, così lo spettacolo ci mostra il percorso di due protagoniste che, sebbene molto diverse tra loro, scopriranno l’importanza della loro reciprocità, scegliendo di collaborare e giocare insieme divertendosi.

Le suggestioni del libro di Hesse, restituiscono allo spettacolo un’atmosfera dai caratteri orientali che si può leggere non solo nella scelta del titolo, ma anche nei costumi delle attrici, nella scelta dei materiali, nella circolarità dello spazio scenico (una sorta di micro giardino zen) attorno a cui ruotano tutte le azioni. Le due attrici provenienti da esperienze artistiche diverse mescolano tecniche che spaziano tra l’arte attoriale e quella figurativa. La collocazione di entrambe appare inusuale; le due sono infatti poste ai capi di un cerchio, inginocchiate. La loro mimica spesso clawnesca supporta l’abilità di entrambe nel saper trasformare oggetti di semplice uso quotidiano in buffi personaggi, manipolati durante il racconto.

L’intero spettacolo si definisce in una proposta in cui movimento, materiali, oggetti scenici e pubblico diventano complementari anche attraverso brevi momenti d’interazione con le attrici.

Tematiche

Le protagoniste mettono in scena il mondo delle relazioni infantili con i suoi noti conflitti (la diversità, lo scontro, il dispetto, la prevaricazione) riconoscibile nella sfida che le due innescano giocando. L’una vuole detenere un ordine espresso con fare superbo, dettato dalle sue leggi e soprattutto dal “ è tutto mio”, di fronte all’altra che invece vorrebbe sconfinare, rompere quegli schemi per condividere lo spazio e invitarla al gioco. Lo sviluppo del rapporto tra i personaggi si presenta quindi come un’iniziale rivalità, un’allegro scontro-incontro che finisce poi per mutare in complice amicizia, in un susseguirsi di quadri giocati con fantasia e immaginazione.

Altro elemento messo in evidenza lungo l’intera storia è la scelta delle protagoniste di utilizzare e trasformare materiali semplici e naturali, come sabbia, carta, bastoncini di legno o di bambù, che prenderanno vita nei panni dei personaggi da loro inventati. L’idea fortemente voluta è quella di mostrare al pubblico come sia possible creare con “poco o niente” un incredibile e fantasioso gioco a due.

età: lo spettacolo è rivolto principalmente a bambini e ragazzi di età compresa fra i 3 e gli 11 anni ma godibile anche da un pubblico adulto.
durata:  50minuti
Genere: teatro d’oggetti e d’attore
Spettacolo a numero di posti limitato (max 100 persone)

        Un’ode alla fantasia. Ecco la bella sensazione che lascia lo spettacolo di Principio Attivo. Hanà e Momò sono due bambine che giocano, e finalmente giocano come vorremmo  che i bambini ancora facessero: con pochi oggetti e materiali poveri ma con tantissima fantasia. I due personaggi sono vicini all’animo infantile perché universali nella loro buffa sfida a chi prevale nella gara del gioco. Le due attrici, Cristina Mileti e Francesca Randazzo sono sedute ai due capi di un grande cerchio fatto di sabbia: l’una pettina la sabbia, la tiene in ordine, se ne ritiene padrona, e l’altra tenta di scardinare quest’ordine, sconfina nello spazio non suo, fa incursioni fuori dalle regole di un codice dettato dalla
        bambina apparentemente meno ingenua. Hanà e Momò usano un linguaggio tutto loro, rarefatto, costruito troncando le parole e trascurandone le ultime sillabe, un alfabeto  inventato ma comprensibile, che tutti i bambini presenti capivano e che ha contagiato  anche gli spettatori adulti. Tanta ironia in un lavoro davvero ispirato e nel quale l’espressività delle interpreti è fondamentale. Una storia semplice in cui i fogli di carta igienica diventano gabbiani, le mollette per capelli farfalle, i bastoncini di legno si trasformano in alberi di navi pirate. Anche lo sviluppo del rapporto tra i personaggi è ben costruito: un’iniziale rivalità, sempre giocosa, finisce per mutare in complice amicizia quando Hanà e Momò capiscono di dover unire i loro indizi per completare la mappa del tesoro. Una bella prova di arguta leggerezza che incanta i bambini e diverte i grandi.
        Elena Maestri

        Vimercate 2013

        “Hanà e Momò” di Principio Attivo è un’altra creazione dai semplici ingredienti ma ben pensato, che conferma questa realtà del Salento come una di quelle di maggior interesse nel ponte fra l’arte teatrale e i più giovani. Ha già replicato in Italia e non solo a lunghissimo, e siamo sicuri che abbia tutte le caratteristiche per imporre una circuitazione e un’attenzione di primo livello ancora a lungo.
        La storia è quella dell’incontro fra due compagne di giochi (le ottime Cristina Mileti e Francesca Randazzo), reciprocamente dispettose, e delle logiche spesso anche crudeli dei giochi dei bambini. Il finale racconterà di come non esista dispetto, fra i piccoli, che il giorno dopo non possa essere superato dalla voglia superiore di riprendere il gioco. Il tutto con un linguaggio finto-giapponese divertentissimo. Sì, perché la storia ha una ambientazione coerente e ben architettata di atmosfere orientali, con una sorta di giardino zen di sabbia al quale le due protagoniste si avvicinano per condividerlo nei loro giochi.
        Fra combattimenti di finte ninja, calligrafia, canne di bambù, navi dei pirati e tesori sepolti, l’attenzione del pubblico non smette mai di essere stimolata con intelligenza e vivacità.
        Pensato per i piccoli, non ha nulla che non possa avvincere anche un adulto. Una bellissima conferma per una delle compagnie italiane con la maggior vocazione internazionale.

        Renzo Francabandera

        klpteatro/segni d'infanzia 2015

        (…) “Di ottimo livello per i piccolissimi Hanà e Momò, della compagnia pugliese Principio Attivo dove Cristina Mileti e Francesca Randazzo sono sedute l’una di fronte all’altra all’esterno di un grande cerchio fatto di sabbia e inventano storie costruite con materiali poverissimi,usando un linguaggio tutto loro, rarefatto, un alfabeto inventato, ma comprensibile(…)Una bella prova di arguta leggerezza che incanta i bambini e diverte i grandi (…)

        Mario Bianchi

        HYSTRIO trimestrale di teatro e spettacolo anno XXVI 4/2013 pag 53