MITù

con Silvia Lodi
drammaturgia Valentina Diana
regia Giuseppe Semeraro
produzione Principio Attivo Teatro


Ho sempre pensato che sia più interessante parlare della realtà che ci circonda guardandola da distante, trasponendola, piuttosto che attualizzandola. L’attuale sfugge al mito.
Questo, ho pensato, è il momento di parlare delle persone che, nella storia, non hanno un nome e di farlo servendosi, appunto, del testo che detiene a oggi, forse il massimo valore simbolico per noi, la Bibbia. Un’occasione dunque, per parlare di un presente, senza parlarne al presente, un’occasione anche perparlare delle vittime del mito. Di coloro che, attraverso il silenzio sul proprio destino, ha consentito ad altri di trovare parola, e memoria. Di coloro sul cui corpo senza nome si è edificata una sacralità imponente e solida, non scevra da una imprescindibile crudeltà. Da queste premesse si sviluppa MITU’, seguendo le tracce delle storie di figure femminili minori dell’Antico Testamento che abitano e condividono le sorti di patriarchi re e profeti. Indagando queste figure femminili ho notato come il loro destino sembrava rimpicciolirsi per far posto ad altri. E più percepivo che la loro storia sfuggiva alla presa, più mi interessava indagarla, assegnarle un posto più dignitoso. Ho immaginato che queste donne senza nome si alleassero tra loro per protestare, per denunciare, i maltrattamenti subiti, le omertà, le scelte fatte sopra la loro testa senza che il loro parere fosse mai preso in considerazione, né dagli uomini, né da dio. E con lei le altre, tutte le donne mogli, madri, concubine, figlie di qualcuno, tutte loro, ho immaginato, si alleano e vanno contro dio. Un movimento #MeToo ante litteram, una rivolta contro il millenario sopruso.
Il mio non è un intento religioso, non mi interessa analizzare il messaggio biblico sul piano confessionale, ma credo che l’antico testamento rappresenti, anche per chi, come me, non è credente, un punto di riferimento culturale radicato e profondo e che per tale ragione costituisca uno spunto utile di indagine e di riflessione.
Valentina Diana

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